La Cortina di Ferro
2008.06.17


grata sotterranea

I tentativi del governo Berlusconi di imbavagliare l'informazione sono gravi. Per l'informazione e la democrazia.
Ne ho gia' parlato, ma sono cosi' gravi che questa faccenda merita piu' di un approfondimento. A questo proposito pubblico una copia dell'intervento di Marco Travaglio sul blog di Beppe Grillo di Lunedi' 16 Giugno 2008.

Il video e' su YouTube


"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di intercettazioni, perche' questo e' quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog di Beppe e del blog nostro – Voglioscendere – e di tanti altri che si stanno sintonizzando con noi, il lunedi' alle due. Ne parliamo, anche se presto dovremo occuparci anche di altre leggi vergogna, che sono quelle, per esempio, del ritorno all'impunita' per le alte cariche (soprattutto di quella bassa) lodo Schifani bis, ma questa – ogni giorno ha la sua pena – la vediamo un'altra volta.
e' interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe definitivo per quanto riguarda il cosiddetto disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, capire che cosa succede esattamente. Capire quelli che i telegiornali non solo non ci dicono, ma che addirittura cercano di nasconderci. Mentendo anche sulle parole. Questa non e' una legge sulle intercettazioni. e' anche una legge sulle intercettazioni. Ma questa e' una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta la lunga fase delle indagini, fino all'inizio del processo. Cioe' da quando viene commesso un fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata la persona sospettata di averlo commesso, i cittadini non potranno piu' sapere nulla.

Cominciamo pero' a vedere il primo versante, cioe' quello delle intercettazioni, laddove non saranno piu' possibili e con quali conseguenze tutto cio' avverra'. Ce l'hanno condita e intortata dicendoci che negli altri paesi ce ne sono meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in televisione, naturalmente ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti a reprimere i reati con 1.500 intercettazioni all'anno, in un paese che ha il quintuplo della nostra popolazione. Com'e' possibile invece che noi abbiamo 125.000 intercettazioni all'anno e ancora non siamo contenti? In realta', l'abbiamo gia' visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni. Noi abbiamo 75.000 decreti per intercettare che riguardano spesso i vari telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate, l'altra volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati calcolano che siano circa 20-30.000 all'anno. Negli Stati Uniti non sono affatto 1.500. Sono milioni le persone intercettate, soltanto che la non risulta nelle statistiche perche' la' a intercettare sono l'FBI, la CIA, i vari servizi di sicurezza e le varie polizie locali e federali. Pensate, Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino ha calcolato che lo 0,2% dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo 0,2% dei processi. Altro che "tutto intercettato, tutti intercettati". Comunque. Il fatto che non si possa piu' intercettare per reati puniti con pene inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa che non potremo piu' scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe – anche le truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui fondi regionali; l'Europa sara' contenta di noi – sequestri di persona. Se fosse vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno zingaro ruba un bambino quello e' un sequestro semplice perche' non e' a scopo di estorsione e non puo' piu' essere scoperto con intercettazioni. Il contrabbando, altra specialita' delle mafie come l'usura. Lo sfruttamento della prostituzione. La rapina. Il furto in appartamento...

Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate intercettando? Non si puo' piu'. Associazione per delinquere; persino l'associazione per delinquere. Lo scippo. L'incendio. La ricettazione: i ricettatori sono quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull'ambiente, discariche, ecc. Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla piu' si potra' intercettare. Reati ovviamente – quelli li sappiamo – reati economico finanziari. Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull'IVA che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili favoreggiatori di un latitante e poi sta li' ad aspettare che qualcuno compia un passo falso, non si potra' piu' fare. Perche'? Perche' c'e' un'altra clausola che dice che l'intercettazione puo' durare al massimo tre mesi. Dopodiche' si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco piu' di tre mesi, pazienza. Tempo scaduto. Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una persona, tipo un bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia nella speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene, anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l'anonima sequestri ci fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni, oppure senno' pazienza. Chi si e' visto, si e' visto. Altra genialata: ci vorranno tre giudici, non piu' un GIP, tre giudici per decidere su un'intercettazione. Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioe' lui da solo, puo' condannare addirittura per omicidio, ti puo' dare trent'anni per omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potra' condannarti per omicidio, ma non potra' piu' autorizzare l'intercettazione di un telefonino. Pensate l'assurdita'. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un quarto dovra' fare il GIP, poi un altro dovra' occuparsi del processo e alla fine non si troveranno piu' i giudici che potranno occuparsi tutti dello stesso processo e quindi si blocchera' la giustizia nei posti medio-piccoli. Perche'? Perche' i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su un caso.

I giudici non potranno piu' parlare. Le due magistrato che hanno fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo. D'ora in poi, quando entrera' in vigore questa legge porcata, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella conferenza stampa fa si' che debbano lasciare l'inchiesta. Non possono proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla male di Provenzano, non potra' piu' indagare su Provenzano. Perche' si e' gia' pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovra' giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della clinica.
Quindi, non solo i giornalisti non possono piu' raccontare le inchieste, ma non le possono piu' raccontare neppure i magistrati, senno' perdono l'inchiesta all'istante. Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per conservare la sua inchiesta, c'e' modo di farlo fuori lo stesso. Decide l'imputato. Se l'imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se l'indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di notizie che magari non ha fatto – tipo De Magistris, adesso sta venendo fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle ricadere su di lui – facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura vicina per avere fatto una fuga di notizie – non si sa se e' vero o non e' vero – bene, il fatto stesso che sia stato denunciato consente al suo capo di levargli l'inchiesta. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi e' l'imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico ministero. Se gli piace perche' e' morbido, se lo tiene, senno' lo denuncia e il capo gli toglie l'inchiesta.
C'e' una "normina", l'avrete forse letta, la "salva-preti". Dopo la "salva-Previti" adesso abbiamo la "salva-preti" per cui se uno e' un cittadino normale, niente, legge normale. Se invece e' un sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodiche', se viene indagato un vescovo – ed e' capitato anche recentemente – allora bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioe' un ministero estero per processare un cittadino italiano. Un gentile omaggio al Vaticano. Uno dei tanti.

I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda piu' i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l'abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla liberta' di stampa e alla liberta' dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potra' piu' scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l'accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell'indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all'avvocato e all'indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono piu' segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perche' pubblicare roba segreta e' gia' vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che e' un'altra cosa. Infatti nella legge c'e' scritto che non si puo' piu' nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono piu' coperti da segreto; perche' se sono coperti da segreto e' gia' vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Piu' un'ammenda che va a mille e rotti euro. "Va beh – uno dira' – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Si', certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non e' un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro". Il problema e' che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva e' un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perche' sapete che in Italia fino a due anni c'e' la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di puo' chiedere l'affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non piu' segrete, ma che diventano non piu' pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all'affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non piu' pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va piu' nessuno, salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di andarci per quel meccanismo del minimo di pena, che e' molto alto – un anno – e l'associazione obbligatoria con la multa, che non e' sostitutiva, ma associata. Allora che cosa succedera'? Succedera' che nessuno scrivera' piu' niente, a meno che non sia un masochista e voi non saprete piu' niente. Di tutta la lunga fase delle indagini finche' non inizia il processo… Ma se voi mettete insieme i limiti alle intercettazioni – quello che i giudici non potranno piu' scoprire – e i limiti alla pubblicazione – quello che i cittadini non potranno piu' sapere – voi avete il quadro di una filosofia che individua esattamente nei due poteri di controllo democratici rispetto al potere politico, i nemici da abbattere, i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese, la vera emergenza sicurezza e' rappresentata dalla presenza di giornalisti che informano e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e dagli al magistrato. e' una legge liberticida che ha almeno il pregio della chiarezza: individua nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte.
Il risultato qual e'? e' che non si potra' piu' scoprire uno scandalo come quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati, ritenuti pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica e' Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non si potra' piu' scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potra' piu' scoprire, perche' non e' stato un sequestro a scopo di estorsione, era un sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si potra' piu' scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi di frode. Solo dopo si arriva a scoprire l'associazione a delinquere. Quindi, non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe scoperta l'associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo ancora niente ora, perche' il processo non e' ancora iniziato – il processo di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del quartierino. Perche'? Perche' i reati finanziari non sono piu' compresi, quindi i magistrati non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio avvertiva segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti e che turbavano completamente il mercato perche' l'arbitro tifava per una squadra anzi ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non e' ancora iniziato. Siamo alla fine delle indagini.

La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo – mi dispiace dirlo, ma tecnicamente si chiama cosi' – ignorante, uomo che ignora la materia di cui dovrebbe occuparsi. Questo ignorantissimo ministro "ad personam" Angelino Alfano ridacchiare in televisione e dire: "Ma figuriamoci, un processo di omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perche' noi l'omicidio l'abbiamo compreso nei reati per cui si puo' intercettare". Gia'. Peccato che l'indagine nella clinica Santa Rita sia partita da intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non piu' "intercettabili", quindi da li' non si sarebbe piu' potuto scoprire che questi non solo facevano i falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si potrebbe piu' scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse ancora scoprire, noi non potremmo piu' raccontarlo e voi non potreste piu' saperlo.
Pensate che bellezza per i risparmiatori dell'Antonveneta non sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioe' Fiorani, e' uno che mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che bellezza per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i soldi che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora li'. Anzi, avrebbe comprato l'Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi di vertice della sua banca.
E Fazio sarebbe ancora li'. E Moggi sarebbe ancora li' a truccare i campionati con tutta la sua banda. Perche'? Perche' non si saprebbe niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non e' stato ancora processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?
Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi, oppure con l'organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti cosi', o a i parenti di quelli che sono gia' morti, che si stanno organizzando per chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che e' successo. Non verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perche' non saprebbero di aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro congiunti sono morti per una tragica fatalita', perche' era giunta la loro ora, mentre invece sono stati massacrati dall'ospedale e poi sono stati pure falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.
Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia e' stata condannata la prima volta nella sua storia al maxi processo, e' stato perche' i giornali hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della Cassazione presieduta da Carnevale che annullava regolarmente le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei processi di mafia, in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa, ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.
Perche' e' successo tutto questo? Perche' la stampa ha potuto esercitare un controllo su quelle zone d'ombra della magistratura, perche' mica i magistrati sono tutti buoni.
Il caso di Rignano Flaminio, cioe' un'indagine probabilmente farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo e' quello che e' emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali, giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della Sera, hanno svelato la debolezza dell'impianto accusatorio e quindi quando l'informazione fa il suo dovere, esercita un controllo democratico sui magistrati.

Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non sbagliare. Oppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive piu' niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e finiranno sbagliate. Avremo piu' errori giudiziari. Come faremo a sapere come si difende una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio. Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi non lo potremo sapere.
Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto cio'. Gli editori saranno sempre piu' frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose a rischio, perche'? Perche' a loro volta rischiano una multa fino a 400.000 euro – ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come societa', in base alla legge 231 sulla responsabilita' giuridica delle societa'. Per evitare alla societa' di finire in tribunale con ripercussioni sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte le precauzioni all'interno della loro azienda, cioe' all'interno del giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori? Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa legge.
In piu', ogni volta che un giornalista verra' indagato per pubblicazione indebita di atti, la procura dovra' per leggere mandare la notifica all'Ordine dei Giornalisti che potra' sospendere il giornalista fino a tre mesi. Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi non lavori. Fai quattro articoli e non lavori per un anno. Se l'Ordine ottemperera', ma bisogna vedere se avra' la possibilita' di non ottemperare a questa sanzione disciplinare, perche' l'ordine e' tenuto a rispettare le leggi esistenti.
Voi capite che cosa e' stato messo in piedi? e' stato messo in piedi un meccanismo di regime – l'altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di fascismo – qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse nostalgico dei regimi passati, mandano anche l'esercito per le strade, perche' si capisca cosa sta succedendo.

Io vi posso dire quello che ho scritto sull'Unita' e cioe' che io faro' disobbedienza civile rispetto a questa legge. Faro' obiezione di coscienza. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riusciro' a procurarmi – e che faro' di tutto per procurarmi come sempre – li pubblichero'. E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento, perche' penso che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare mestiere.
Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che abbiamo lanciato dall'Unita' e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognera' prepararsi a fare da cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa legge veramente infame.
Dopodiche' speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla. Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell'opposizione a manifestare.
Se i leader dell'opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza probabile, bisognera' organizzarsi e quindi, Beppe preparati!
Voi sappiate che questa non e' una legge contro i giornalisti, non e' una legge sulle intercettazioni, e' una legge contro di voi per impedirvi di sapere.

Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere . Questo e' lo slogan di questa legge infame. Passate parola. A lunedi'."



-- Marco Travaglio