I tentativi del governo
Berlusconi di imbavagliare l'informazione sono gravi. Per l'informazione e
la democrazia.
Ne ho gia' parlato, ma sono cosi' gravi che questa faccenda merita piu'
di un approfondimento. A questo proposito pubblico una copia dell'intervento
di Marco Travaglio sul blog di Beppe Grillo di Lunedi' 16
Giugno 2008.
Il video e' su YouTube
Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate
intercettando? Non si puo' piu'. Associazione per delinquere; persino
l'associazione per delinquere. Lo scippo. L'incendio. La ricettazione: i
ricettatori sono quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene,
nemmeno quello. La calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull'ambiente,
discariche, ecc. Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla piu' si potra'
intercettare. Reati ovviamente quelli li sappiamo reati economico
finanziari. Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le
frodi sull'IVA che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a
recuperare un sacco di evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti,
nemmeno. Quando uno mette sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti
e i possibili favoreggiatori di un latitante e poi sta li' ad aspettare che
qualcuno compia un passo falso, non si potra' piu' fare. Perche'? Perche' c'e'
un'altra clausola che dice che l'intercettazione puo' durare al massimo tre
mesi. Dopodiche' si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il
latitante si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di
bosco piu' di tre mesi, pazienza. Tempo scaduto. Lo Stato si da la scadenza.
Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di
persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una persona, tipo un
bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia nella
speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene,
anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l'anonima sequestri ci
fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni,
oppure senno' pazienza. Chi si e' visto, si e' visto. Altra genialata: ci
vorranno tre giudici, non piu' un GIP, tre giudici per decidere su
un'intercettazione. Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioe' lui da
solo, puo' condannare addirittura per omicidio, ti puo' dare trent'anni per
omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potra' condannarti per omicidio,
ma non potra' piu' autorizzare l'intercettazione di un telefonino. Pensate
l'assurdita'. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali
dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un
quarto dovra' fare il GIP, poi un altro dovra' occuparsi del processo e alla
fine non si troveranno piu' i giudici che potranno occuparsi tutti dello
stesso processo e quindi si blocchera' la giustizia nei posti medio-piccoli.
Perche'? Perche' i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una
volta su un caso.
I giudici non potranno piu' parlare. Le due magistrato che hanno
fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano
hanno fatto una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per
spiegare ai cittadini che cosa era successo, per metterli in guardia da
quello che era successo. D'ora in poi, quando entrera' in vigore questa
legge porcata, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella
conferenza stampa fa si' che debbano lasciare l'inchiesta. Non possono
proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla
male di Provenzano, non potra' piu' indagare su Provenzano.
Perche' si e' gia' pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovra'
giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha
raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della clinica.
Quindi, non solo i giornalisti non possono piu' raccontare le inchieste,
ma non le possono piu' raccontare neppure i magistrati, senno' perdono
l'inchiesta all'istante. Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per
conservare la sua inchiesta, c'e' modo di farlo fuori lo stesso. Decide
l'imputato. Se l'imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se
l'indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di
notizie che magari non ha fatto tipo De Magistris, adesso sta
venendo fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle
ricadere su di lui facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura
vicina per avere fatto una fuga di notizie non si sa se e' vero o non e'
vero bene, il fatto stesso che sia stato denunciato consente al suo capo
di levargli l'inchiesta. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi e'
l'imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico
ministero. Se gli piace perche' e' morbido, se lo tiene, senno' lo denuncia
e il capo gli toglie l'inchiesta.
C'e' una "normina", l'avrete forse letta, la "salva-preti".
Dopo la "salva-Previti" adesso abbiamo la "salva-preti" per cui se
uno e' un cittadino normale, niente, legge normale. Se invece e' un
sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodiche', se
viene indagato un vescovo ed e' capitato anche recentemente allora
bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioe' un ministero estero
per processare un cittadino italiano. Un gentile omaggio al Vaticano.
Uno dei tanti.
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda piu' i limiti alle
intercettazioni, ma riguarda l'abolizione della cronaca giudiziaria e una
pesante limitazione alla liberta' di stampa e alla liberta' dei cittadini
di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque,
dico subito che con questa legge non si potra' piu' scrivere nulla degli
atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli
interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice
l'accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei
decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc.
Niente. Tutti gli atti giudiziari dell'indagine sono non pubblicabili.
Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge
stabilisce che quando il magistrato li consegna all'avvocato e all'indagato,
in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non
sono piu' segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno
vietandoci di pubblicare roba segreta, perche' pubblicare roba segreta e' gia'
vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che e' un'altra
cosa. Infatti nella legge c'e' scritto che non si puo' piu' nemmeno parlare,
nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono
piu' coperti da segreto; perche' se sono coperti da segreto e' gia' vietato
pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente
conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se
un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Piu' un'ammenda
che va a mille e rotti euro. "Va beh uno dira' ti pigli la multa: mille
euro, li avrai?! Si', certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non
e' un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille
euro". Il problema e' che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono
associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva
e' un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima
volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai
in carcere, perche' sapete che in Italia fino a due anni c'e' la
condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di puo'
chiedere l'affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno
scrive tre articoli contenenti tre notizie non piu' segrete, ma che diventano
non piu' pubblicabili, - fate il calcolo nove per tre, ventisette: sono 27
mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione
condizionale e si finisce in carcere o all'affidamento al servizio sociale.
E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera.
Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche
uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie
pubbliche, ma non piu' pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un
paese in cui in galera non ci va piu' nessuno, salvo i poveracci. Bene i
giornalisti concretamente rischieranno di andarci per quel meccanismo del
minimo di pena, che e' molto alto un anno e l'associazione obbligatoria
con la multa, che non e' sostitutiva, ma associata. Allora che cosa
succedera'? Succedera' che nessuno scrivera' piu' niente, a meno che non sia
un masochista e voi non saprete piu' niente. Di tutta la lunga fase delle
indagini finche' non inizia il processo
Ma se voi mettete insieme i limiti
alle intercettazioni quello che i giudici non potranno piu' scoprire e
i limiti alla pubblicazione quello che i cittadini non potranno piu'
sapere voi avete il quadro di una filosofia che individua esattamente nei
due poteri di controllo democratici rispetto al potere politico, i nemici da
abbattere, i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese,
la vera emergenza sicurezza e' rappresentata dalla presenza di giornalisti
che informano e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e
dagli al magistrato. e' una legge liberticida che ha almeno il pregio della
chiarezza: individua nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte.
Il risultato qual e'? e' che non si potra' piu' scoprire uno scandalo
come quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di
Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa
centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati,
ritenuti pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica e'
Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non si potra'
piu' scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potra' piu'
scoprire, perche' non e' stato un sequestro a scopo di estorsione, era un
sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si
potra' piu' scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi
di frode. Solo dopo si arriva a scoprire l'associazione a delinquere. Quindi,
non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe
scoperta l'associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse
scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo
ancora niente ora, perche' il processo non e' ancora iniziato il processo
di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate
bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del
quartierino. Perche'? Perche' i reati finanziari non sono piu' compresi,
quindi i magistrati non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto
scoprire che Fazio avvertiva segretamente Fiorani di notte e
che Fiorani gli mandava i bacetti e che turbavano completamente il
mercato perche' l'arbitro tifava per una squadra anzi ne faceva parte, era
il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni caso i giornali
non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per
Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per
Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non e' ancora iniziato.
Siamo alla fine delle indagini.
La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo mi dispiace dirlo,
ma tecnicamente si chiama cosi' ignorante, uomo che ignora la materia di
cui dovrebbe occuparsi. Questo ignorantissimo ministro "ad personam"
Angelino Alfano ridacchiare in televisione e dire: "Ma figuriamoci,
un processo di omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche
oggi perche' noi l'omicidio l'abbiamo compreso nei reati per cui si puo'
intercettare". Gia'. Peccato che l'indagine nella clinica Santa Rita sia
partita da intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti
con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non piu' "intercettabili", quindi
da li' non si sarebbe piu' potuto scoprire che questi non solo facevano i
falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si
potrebbe piu' scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse
ancora scoprire, noi non potremmo piu' raccontarlo e voi non potreste piu'
saperlo.
Pensate che bellezza per i risparmiatori dell'Antonveneta non
sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioe' Fiorani,
e' uno che mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di
Lodi. E pensate che bellezza per i correntisti della Popolare di
Lodi non sapere che fine fanno i soldi che loro pensano di avere messo
al sicuro nella Banca di Lodi. E non potrebbero organizzarsi per
denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora li'. Anzi, avrebbe
comprato l'Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla
pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi
di vertice della sua banca.
E Fazio sarebbe ancora li'. E Moggi sarebbe ancora li' a
truccare i campionati con tutta la sua banda. Perche'? Perche' non si
saprebbe niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non e'
stato ancora processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?
Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi,
oppure con l'organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la
milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class
action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti cosi',
o a i parenti di quelli che sono gia' morti, che si stanno organizzando per
chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che e' successo. Non
verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perche' non saprebbero
di aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro
congiunti sono morti per una tragica fatalita', perche' era giunta la loro
ora, mentre invece sono stati massacrati dall'ospedale e poi sono stati pure
falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.
Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia e' stata
condannata la prima volta nella sua storia al maxi processo, e' stato perche'
i giornali hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della
Cassazione presieduta da Carnevale che annullava regolarmente
le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni
Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della
Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei processi di mafia,
in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche qualcun altro.
Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu condannata per
la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa, ma intanto
abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.
Perche' e' successo tutto questo? Perche' la stampa ha potuto esercitare
un controllo su quelle zone d'ombra della magistratura, perche' mica i
magistrati sono tutti buoni.
Il caso di Rignano Flaminio, cioe' un'indagine probabilmente
farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo
e' quello che e' emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali,
giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche
del Corriere della Sera, hanno svelato la debolezza dell'impianto
accusatorio e quindi quando l'informazione fa il suo dovere, esercita un
controllo democratico sui magistrati.
Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere
cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non
sbagliare. Oppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono
costretti a fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si
scrive piu' niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno
sbagliate e finiranno sbagliate. Avremo piu' errori giudiziari. Come faremo
a sapere come si difende una persona se non potremo pubblicare il suo
interrogatorio. Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha
torto, ma noi non lo potremo sapere.
Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto cio'. Gli editori
saranno sempre piu' frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose
a rischio, perche'? Perche' a loro volta rischiano una multa fino a 400.000
euro ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di
essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come
societa', in base alla legge 231 sulla responsabilita' giuridica delle
societa'. Per evitare alla societa' di finire in tribunale con ripercussioni
sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte
le precauzioni all'interno della loro azienda, cioe' all'interno del
giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di
questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per
dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali
violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori?
Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa legge.
In piu', ogni volta che un giornalista verra' indagato per pubblicazione
indebita di atti, la procura dovra' per leggere mandare la notifica
all'Ordine dei Giornalisti che potra' sospendere il
giornalista fino a tre mesi. Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono
per tre mesi e tu per tre mesi non lavori. Fai quattro articoli e non lavori
per un anno. Se l'Ordine ottemperera', ma bisogna vedere se avra' la
possibilita' di non ottemperare a questa sanzione disciplinare, perche'
l'ordine e' tenuto a rispettare le leggi esistenti.
Voi capite che cosa e' stato messo in piedi? e' stato messo in piedi un
meccanismo di regime l'altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di
fascismo qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo
stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse nostalgico dei regimi
passati, mandano anche l'esercito per le strade, perche' si capisca cosa
sta succedendo.
Io vi posso dire quello che ho scritto sull'Unita' e cioe' che io faro'
disobbedienza civile rispetto a questa legge. Faro' obiezione di
coscienza. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riusciro' a
procurarmi e che faro' di tutto per procurarmi come sempre li
pubblichero'. E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come
mi gira in quel momento, perche' penso che questo sia il mio dovere,
altrimenti dovrei cambiare mestiere.
Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che
abbiamo lanciato dall'Unita' e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni
di moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognera' prepararsi a fare
da cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti
alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di
Giustizia, questa legge veramente infame.
Dopodiche' speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla.
Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore
sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove
Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i
leader dell'opposizione a manifestare.
Se i leader dell'opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza
probabile, bisognera' organizzarsi e quindi, Beppe preparati!
Voi sappiate che questa non e' una legge contro i giornalisti, non e'
una legge sulle intercettazioni, e' una legge contro di voi per impedirvi
di sapere.
Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere
. Questo e' lo slogan di questa legge infame. Passate parola.
A lunedi'."