La Faccia di Dietro di Berlusconi
2008.07.15
Trascrizione della dichiarazione dell'Italia dei Valori e dell'On. Di Pietro
in aula sul pacchetto sicurezza con le norme razziste e xenofobe sulle
impronte ai bambini ROM; sulla differenziazione di pena per lo stesso
reato se commesso da italiano o da extra-comunitario; su un inutile
patteggiamento fuori-tempo.
Sig. Presidente del Consiglio, anche oggi Lei non c'e'!
Lei continua a chiedere al Parlamento la fiducia alla sua persona e nel
suo operato e pero' continua a non farsi vedere.
E non venga a dirci che e' impegnato altrove perche' Le posso assicurare
che noi possiamo pure aspettare qualche ora o qualche giorno pur di vederLa
in aula.
Ma forse Lei semplicemente non ritiene di presentarsi perche' considera
il Parlamento cosi' alle sue dipendenze da non avere nemmeno bisogno
di venire di persona per chiedere la fiducia.
Nell'uno o nell'altro caso, noi dell'Italia dei Valori non siamo affatto
disponibili a dargliela la fiducia perche' si comporta come uno che ha due
facce: una davanti ed una di dietro.
Con quella davanti, dice agli italiani che questo decreto serve per
meglio combattere la criminalita' ma con l'altra faccia – quella di dietro
- spunta le armi e toglie i mezzi finanziari e gli strumenti operativi alla
Magistratura ed alle forze dell'ordine che la criminalita', poi, devono
realmente combatterla e contrastare tutti i giorni.
Ecco allora alcune perle del suo operato di cui e' bene che i cittadini
italiani prendano coscienza e conoscenza.
Lei dice che vuole dare sicurezza ai cittadini ma contestualmente ha
appena emanato un decreto con cui sono stati previsti per il prossimo
triennio tagli per oltre 700 milioni di euro dai capitoli del
Ministero dell'Interno e di oltre un miliardo di euro dal Ministero della
Difesa impedendo cosi' l'acquisto di autovetture, carburante, munizioni,
divise e ogni strumento utile per garantire la sicurezza dei cittadini.
Lei dice che vuole utilizzare l'esercito in pattuglie miste con le forze
dell'ordine ma poi con l'altro decreto dispone una riduzione netta nel
triennio dell'organico sia della Polizia di Stato (circa 7000 unita' in
meno), che delle altre forze dell'ordine, militari compresi, per un totale
di quasi 40.000 unita'.
Lei dice che vuole la carcerazione per i clandestini e poi non solo
nulla ha disposto per l'edilizia penitenziaria ma addirittura ha
tagliato i fondi attualmente stanziati per la manutenzione delle carceri.
A meno che non pensi di mettere i delinquenti che dice di voler combattere
a Villa Certosa!
Peggio ancora ha fatto e sta facendo con l'Amministrazione della
Giustizia.
Lei dice che vuole una Giustizia piu' efficiente ma poi si limita solo
a caricare i magistrati di altro lavoro senza assegnare loro le dovute
risorse ed i necessari strumenti.
Anzi toglie loro anche quel poco che hanno.
Infatti, per far fronte ai mancati introiti conseguenti alla eliminazione
indiscriminata dell'ICI, ha tolto con il recente decreto legge n. 93 quasi
60 milioni di euro dai fondi gia' assegnati dal precedente Governo al
Ministero della Giustizia ed oltre 100 milioni di euro da quelli gia'
assegnati al Ministero dell'Interno.
Beh, no: qualcosa per la Giustizia Lei ha fatto anche con questo decreto
legge.
Per la Giustizia che serve a lei ed agli amici suoi ovviamente non per
il bene del paese.
Si perche' ha fatto inserire nel pacchetto sicurezza una norma che con
la sicurezza non c'azzecca nulla ma che serve ancora una volta a Lei ed a
tale David Mills - coimputato con lei nel processo di Milano - per
corruzione in atti giudiziari.
Mi riferisco alla possibilita' prevista nell'odierno decreto legge di
richiedere il patteggiamento anche per i processi gia' in dibattimento e
dopo che tale procedura era gia' stata respinta o comunque non richiesta
nella fase precedente al dibattimento stesso.
La ratio della norma originaria sul patteggiamento e' nota: ridurre di
un terzo la pena a coloro che non fanno perdere tempo alla giustizia
patteggiando la pena subito e prima del processo. In tal modo si risparmia
tempo ed il giudice non deve – anzi non puo' - nemmeno motivare sulla
colpevolezza o meno dell'imputato che ha patteggiato.
Lei si e' attaccato a questa giusta norma per inserirvi oggi il solito
"emendamento salvapremier" anzi, nel caso di specie, "salva amici del
premier".
Con l'odierno escamotage - inventato dai suoi consiglieri e difensori
che una ne fanno e cento ne pensano – oggi lei da' la possibilita' anche al
suo complice Mills di patteggiare la pena, nonostante il processo sia
praticamente finito e quindi senza alcun risparmio per i tempi processuali.
Si dira': e con cio'? Eh no: cosi' il giudice non potra' piu'
pronunciarsi sulla sua colpevolezza e quindi neanche pronunciarsi sul
concorrente del reato e cioe' Lei.
La questione non e' di poco conto giacche' - in caso di condanna di
David Mills – si sarebbe posto un grosso problema di permanenza da parte
sua al Governo, sig. Presidente, perche' cio' avrebbe comportato anche una
sua condanna politica e morale!
Non c'e' che dire, davvero una bella trovata, sig. Presidente del
Consiglio che non c'e'!
E non importa se – per ottenere cio' – lei sta facendo emanare una
norma che di fatto si traduce in un ulteriore indulto mascherato ed
addirittura nella impossibilita' di mandare in galera coloro che in questi
anni hanno commesso reati gravissimi per i quali dovrebbero essere
condannati addirittura ad una pena effettiva fino a 7 anni e mezzo.
Si e' cosi', basta fare un po' di calcoli!
A chi risulta essere condannato fino a 7 anni e mezzo – e quindi anche
per i rapinatori, ladri, estorsori, spacciatori di droga e stupratori – con
il patteggiamento, dovendosi applicare la riduzione di un terzo, la pena
scenderebbe a 5 anni.
Poi – siccome nel frattempo e' stato emanato l'indulto devono essere
scontati ulteriori tre anni.
Ne rimangono due, per i quali e' previsto dalla legge l'affidamento ai
servizi sociali.
Ecco, ancora una volta dimostrata la sua doppia faccia: a parole dice
di voler combattere la criminalita', nei fatti non esita ad allargare le
maglie della giustizia e mandare per strada fior fiore di delinquenti pur
di ottenerne qualche vantaggio personale.
Noi dell'Italia dei Valori ribadiamo il nostro dissenso su questo
decreto legge non solo perche' lei ancora una volta l'ha travisato e
rigirato a suo uso e consumo ma anche per alcune perle di ingiustizia
sociale ivi contenute, fra cui, soprattutto: l'aggravante razziale, che
prevede un aumento di pena nel caso che a commettere un delitto sia un
extracomunitario. Noi riteniamo che i delinquenti siano tutti uguali e che
– per una giovane violentata o una vecchietta rapinata – non faccia alcuna
differenza se subisce la violenza o la rapina da un italiano o da un
extracomunitario. Sempre lo stesso dolore e la stessa umiliazione prova e
noi vogliamo punire i colpevoli allo stesso modo e non con lo "sconto" se
e' un ariano italiano.
Non ha senso poi neppure la norma blocca processi nella sua attuale
configurazione giacche' e' solo un rinvio di una emergenza che c'e' e che
lascia i tribunali ingolfati allo stesso modo in cui si trovano oggi.
Anzi li ingolfano ancora di piu' perche' comunque dovranno farsi
centinaia di migliaia di notifiche sia agli imputati per permettere loro di
non usufruirne sia alle parti lese che vogliono azionare le cause civili.
E fra un anno saremo sempre allo stesso punto di partenza.
Ancora piu' assurda consideriamo la schedatura con le impronte digitali
ai bambini extracomunitari. Anzi la consideriamo un vero e proprio
comportamento xenofobo che non fa onore al nostro paese e che ci riporta ai
tempi bui dell'olio di ricino, di cui lei ogni giorno di piu' si pone e
propone come degno prosecutore.
Per tutte queste ragioni l'Italia dei Valori Le nega convintamente – con
il cuore e con la mente – la fiducia.
-- Antonio Di Pietro